Testimonianze

Mi chiamo A. S..  Sono nata nel 1974, in Moldavia.
Mi sono sposata nel 1993,  nel 1997 mi sono laureata in Medicina e Chirurgia all’Università ” N.Testimiteanu” di Chisinau. Poi ho fatto la specializzazione in anestesia e terapia intensiva. Appena finito sono venuta in Italia a cercare fortuna.
Nel lontano anno 2000 sono arrivata a Roma con visto turistico in cerca di lavoro.
Mio marito era già da 6 mesi in Italia. Lavorava presso una famiglia come tutto fare: gestione e custode degli stadi che avevano, giardiniere, aiutante al bar di loro proprietà.
Ho cominciato a lavorare come babysitter 24 ore su 24 in una famiglia con due bambini, c’erano ancora le Lire 750 000 (375 euro attuali).
Nel bambino che accudivo, Giovanni , di 18 mesi , vedevo mio figlio O. (di 11 mesi) che avevo lasciato in Moldavia con la nonna e lo zio.
Quante lacrime versate!
Per fortuna di domenica vedevo mio marito che mi dava la forza per andare avanti. Poi era morto suo padre (27 aprile 2000) e lui non era neanche potuto andare al funerale, soprattutto per mancanza di documenti… Molto difficile anche questa situazione…
Poi fui chiamata a Padova per un altro lavoro (badante) meno bello in confronto alla babysitter, ma pagato il doppio. Purtroppo le scelte del lavoro erano sempre legate al guadagno e non in base al piacere.
In quell’occasione ho conosciuto la Sig.ra G. A. ,responsabile della “San Vincenzo”. Lei mi fece conoscere altre persone  molto brave e generose. Dopo un pò di tempo anche mio marito arrivò a Padova. Era l’unico modo per resistere alla lontananza da casa e dal figlio lasciato in Moldavia.
Quando sono rimasta incinta, con l’aiuto di suor Lia delle “cucine popolari ” fui seguita per tutta la gravidanza dai medici volontari che lavoravano lì. Facevo gli esami strumentali e di laboratorio gratuitamente con il loro aiuto perché, non avendo il permesso di soggiorno, non potevo fare diversamente. Sempre loro mi hanno aiutato ad ottenere il permesso di soggiorno per motivi di salute. Il 21 dicembre 2001 è nato mio figlio L. R.
Io non lavoravo in quel periodo. Una famiglia che avevo conosciuto nel frattempo ci aveva offerto una camera in comodato d’uso gratuito. Lavorava solo mio marito, anche lui senza permesso di soggiorno.

Dopo 4 mesi mio marito è dovuto tornare in Moldavia: sua mamma era in grave condizioni : stadio finale di un tumore polmonare. Era partito senza documenti con il rischio di non poter più tornare in Italia.
Ero rimasta da sola con un figlio di 5 mesi…
Sono stati tempi difficilissimi!
Con l’aiuto di persone generose ho trovato lavoro: pulizie, stiro , babysitter, badante di notte in Ospedale con persone nel periodo postoperatorio… era veramente difficile lavorare di notte e poi di giorno.
Nel 2003 ho ottenuto il permesso di soggiorno con la sanatoria del 2002 e finalmente siamo riusciti a tornare a casa dopo quasi 4 anni di assenza… Finalmente i due fratelli si sono visti la prima volta… Abbiamo preparato i documenti anche per il grande e siamo tornati assieme in Italia. Era novembre del 2004.

Nel 2005 tornammo in Moldavia (pensando definitivamente). Andai a lavorare come medico in un Ospedale di Chisinau (la capitale della Moldavia)…Quanto mi mancava fare quello che ho sempre sognato di fare e lo facevo con grande entusiasmo dopo tanti anni di sofferenza…Ma la realtà ospedaliera era dura, non c’erano i mezzi più semplici per lavorare: l’ambiente lavorativo, la struttura che cadeva a pezzi, i farmaci scaduti che eravamo obbligati ad usare, i pazienti che non avevano la possibilità economica di procurarsi i farmaci e compromettevano il risultato del trattamento…Un insieme di problematiche che non potevo cambiare…Allora tornai in Italia, affittai un appartamento e riportai la famiglia qui.

Ho ricominciato a fare gli stessi mestieri di prima presso famiglie facoltose di Padova. Il grande faceva la prima elementare alla scuola ” R.Ardigò”, il secondo alla scuola materna “Vittorino da Feltre”.
Mio marito lavorava presso il mercato ortofrutticolo di Padova…Lui lavorava di notte e io di giorno per poter seguire i figli nelle attività scolastiche ed extrascolastiche (sport, teatro, lingua inglese…) non avevamo nessuno che ci poteva aiutare coi figli, eravamo solo noi due e basta.

Un giorno ho ricevuto una proposta interessante di lavoro come segretaria presso uno studio legale… Fui strafelice di avere un lavoro vero con orari fissi, con i diritti di un lavoratore, con assicurazione,  la busta paga vera e propria… E tutto questo dopo 11 anni di lavori saltuari, sottopagati, senza diritti e stabilità… Mi si è aperto un mondo nuovo : dovevo imparare tutto da zero visto che non avevo conoscenza del mondo giuridico… Molto interessante e stimolante per me. Ho lavorato per 5 anni, ho fatto corsi di aggiornamento, imparato programmi nuovi per il deposito degli atti giudiziari, ho conosciuto la collaborazione tra gli Avvocati, Notai, Commercialisti, Agenzia delle Entrate, Agenzia del Territorio, il Tribunale di Padova, Venezia e Rovigo… Con la crisi di quel periodo fui licenziata per motivi di diminuzione di lavoro (eravamo 2 segretarie, io ero l’ultima arrivata). Disoccupata… I figli crescevano, hanno finito ambedue la scuola elementare “R.Ardigo”, poi le medie alla scuola “G. Pascoli”, poi il figlio grande studiava all’Istituto Tecnico ” Severi”, il piccolo all’Istituto tecnico ” Marconi”… Mio marito, per fortuna, lavorava dopo un lungo periodo di disoccupazione e cassa integrazione.

A luglio 2017 mi sono iscritta alla Facoltà di Medicina e Chirurgia all’Università di Milano per poter sostenere l’esame a settembre per il riconoscimento della Laurea eseguita all’estero, volevo lavorare come medico.Era il mio sogno!

Ho alternato periodi di disoccupazione e di lavoro come segretaria in altri studi legali (in sostituzione di maternità) fino a settembre del 2017  quando mi fu scoperto una neoplasia al cervello.  Fui operata d’urgenza, il 6 settembre del 2017  nel reparto di neurochirurgia di Padova per una neoplasia di grandi dimensioni 55 x 65 x 47 mm. Mi hanno salvato la vita e sono molto riconoscente a tutti gli operatori del reparto. Dio mi ha regalato una seconda vita e la seconda opportunità di cambiare e realizzare quello che non sono riuscita a fare prima.
Ormai avevo perso la possibilità di partecipare all’esame di Milano…e soprattutto la speranza di poter avverare il mio sogno.
Senza lavoro, operata da poco, in attesa dei risultati, con dei dubbi sul futuro della mia famiglia, dei miei figli e me stessa… Per fortuna mio marito lavorava e mia mamma mi fu di grande aiuto.
Comunque non volevo abbandonare il mio sogno, nonostante il duro colpo della sorte.

Dopo un mese dall’intervento, alla visita di controllo, il Neurochirurgo mi ha suggerito di provare ad accedere in un’altra Università. Allora ho contattato subito l’Università di Padova (era già scaduto il termine) e Ferrara. Ho fatto la domanda a Ferrara ad inizio ottobre con il grande dilemma: potrò studiare e fare esami dopo un intervento simile al cervello subito neanche 1 mese prima? Nessun medico si esprimeva sulle mie capacità intellettive e di memoria, nessuna garanzia di riuscita, era tutto nelle mani di Dio.

A dicembre mi hanno risposto positivamente dall’Università di Ferrara e il 10 gennaio 2018 fui iscritta ufficialmente come studente al sesto anno di Medicina e Chirurgia.

Mi furono riconosciuti degli esami eseguiti in Moldavia ma dovevo integrare in tutto 18 esami ( esami del 1°, 5° e 6° e corsi opzionali) per poter laurearmi. Ho studiato tutto il 2018, in sala studio dalla mattina alla sera, ho frequentato le lezioni. Uno dopo l’altro ho sostenuto tutti gli esami… È stato un periodo molto intenso e duro, con inizio giornata all’alba, vita da pendolare tra Ferrara e Padova e studio fino a notte inoltrata, ma nello stesso tempo bellissimo perché mi avvicinavo alla meta.
Il 19 dicembre 2018 ho sostenuto l’ultimo esame, il più difficile : chirurgia.
Ero felicissima ed incredula di aver fatto tutti gli esami.
Nel frattempo lavoravo sulla tesi sperimentale: “La responsabilità professionale del medico di medicina generale: analisi comparata della giurisprudenza Moldava a confronto“. Il 28 marzo mi sono laureata in Medicina e Chirurgia all’Università di Ferrara.

Erano presenti i miei due figli, mio marito e i tanti amici che hanno visto tutte le difficoltà che ho attraversato in questi 19 lunghi anni di cammino verso il sogno di diventare medico.
Tra mille difficoltà ma con tanta determinazione, la voglia di fare e di arrivare, con l’aiuto di Dio, la famiglia, i miei amici e tutti quelli che mi sono stati vicini in questa avventura della vita sono riuscita a far diventare realtà un sogno messo nel cassetto per troppo tempo : VOLERE È POTERE.

Il percorso non è ancora finito. Adesso faccio il tirocinio di tre mesi, poi a luglio esame di Stato per abilitazione alla professione medica, poi iscrizione all’ Albo dei Medici.
Ancora è lunga la strada, ma spero di fare questo ennesimo sforzo e arrivare fino in fondo.
Ringrazio tutti voi della  San Vincenzo per l’aiuto costante offertomi in questi anni. Siete delle persone veramente con un cuore grande che aiutate il prossimo, con buone idee e opere reali di aiuto.
Con i miei migliori saluti.
Dottoressa A. S.