FEDERICO OZANAM – Lettere Scelte – a cura di M. Ceste Vol. 1 Edizioni Rubettino

Se è vero che ciò che siamo è anche grazie a chi ci ha preceduto allora ci sembra giusto, grazie al lavoro di Maurizio Ceste per Edizioni Rubettino riprendere alcuni passaggi delle lettere del nostro fondatore Federico Ozanam.

Oggi partiamo dal vol. 1 – Lettere Scelte

Ti parlerò imparzialmente e ti dirò tutto, sia il bene, sia il male. Quanto al male, lo riduco a quattro capi: orgoglio, impazienza, debolezza, meticolosità. L’orgoglio e tutto quello che ne segue: amore degli elogi, difficoltà a riconoscere le mie colpe, qualche volta un po’ di alterigia. Quanto l’impazienza questa si manifesta quasi solo nei confronti del mio fratello minore, che la sollecita molto spesso. Quando dico debolezza, intendo dire il rispetto umano la poca forza per mantenere una decisione presa, eccetera eccetera.e quando dico scrupolo, meticolosità, intendo nelle cose spirituali e nell’esattezza degli scritti. Aggiungi a queste colpe, quella di burlarsi facilmente del prossimo e tu coglierai il mio lato cattivo. Quanto a quello che c’è di buono in me, eccolo: il cuore che credo non sia perverso, l’intenzione che normalmente è eccellente, ma che si piega spesso nelle circostanze, il desiderio di fare il bene che mi domina in generale. Credo di possedere le due qualità che fanno un buon francese: patriottismo e lealtà. Amo molto la mia patria e ho sempre avuto orrore della doppiezza, tengo alla mia e sono ben fedele a quello che ho amato, ma la freddezza da parte di un amico mi trafigge l’anima senza però impedirmi di amarlo sempre. Amo chi mi dà dei consigli ma io li voglio amichevoli come i tuoi; io ti amerei anche se fossero più severi. Tuttavia tengo a conservare la mia libertà e mi riservo la facoltà di aderire o meno ad un consiglio ricevuto. So di essere riconoscente e posso assicurare che conservo bene un segreto. Per il resto tengo molto alla religione senza essere troppo Pio e ciò fa sì che io possa, qualche volta, essere o sembrare intollerante. Confesso che amo il lavoro, ma mi lascio facilmente distrarre. Insomma credo di poter diventare un uomo molto vizioso un uomo molto virtuoso, spero ora di aver preso il meglio di essere per tutta la vita almeno un buon francese, un buon amico, è un buon cristiano. Ecco il tuo uomo.ti ho detto tutto e ti ho aperto il mio cuore, tu mi conosci per intero.tu sai ora se vuoi continuare la nostra amicizia, rompere, o rinsaldarla ancora. Qualunque cosa sarà, ti vorrò sempre bene, desidererò restare e diventare sempre più tuo amico.

(da lettres de jeunesse 1819-1840 n 12)

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